Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio supremo di difesa per venerdì 13 marzo alle ore 10 al Palazzo del Quirinale. All’ordine del giorno la guerra in Iran, l’evoluzione della crisi in Medio Oriente e i possibili effetti sul piano della sicurezza e dell’economia per l’Italia.
La riunione arriva in un momento di forte tensione internazionale, dopo l’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele e i timori di un allargamento del conflitto nella regione. Il Consiglio supremo di difesa è l’organo che riunisce il capo dello Stato – che lo presiede e ha il comando delle Forze armate – con il presidente del Consiglio e i principali ministri coinvolti nelle politiche di sicurezza nazionale, oltre ai vertici militari.
Ne fanno parte, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri di Esteri, Interno, Difesa, Economia e Imprese, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e il capo di Stato maggiore della Difesa. La riunione serve a coordinare la valutazione politica e militare delle crisi internazionali e a definire le linee di azione dell’Italia in materia di sicurezza e difesa.
La convocazione è stata decisa alla luce degli ultimi sviluppi del conflitto e delle possibili ripercussioni anche per Roma. Il governo italiano ha già rafforzato la presenza militare nei Paesi del Golfo a scopo difensivo, con l’obiettivo di proteggere i contingenti italiani e i circa centomila cittadini presenti nell’area.
La posizione della premier
Intervistata domenica, la premier Giorgia Meloni ha ribadito che “l’Italia non è parte del conflitto e non intende entrarvi”, sottolineando che le misure adottate hanno esclusivamente finalità difensive. Allo stesso tempo ha avvertito che la crisi rischia di avere conseguenze rilevanti sul piano della sicurezza e dell’economia.
Sul piano politico resta aperto anche il tema dell’eventuale utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato in Parlamento che al momento Washington non ha avanzato alcuna richiesta in tal senso, ma il governo valuterà la situazione qualora dovesse arrivare.
In generale, il Consiglio supremo di difesa si riunisce di norma due volte l’anno, ma può essere convocato in qualsiasi momento dal capo dello Stato in presenza di crisi internazionali o questioni strategiche rilevanti per la sicurezza nazionale. Durante il suo mandato, Mattarella lo ha convocato circa venti volte, anche per affrontare dossier legati alla guerra in Ucraina, al riarmo europeo e alle minacce emergenti nello spazio.
La riunione di venerdì servirà quindi a fare il punto sul quadro internazionale e a coordinare la posizione italiana in una fase di crescente instabilità geopolitica.

